Cerca
  • Niccolo Larturo

I 121 motivi per venire a Firenze - parte 2

12 Piazza della Signoria

Piazza della Signoria è la piazza centrale di Firenze, sede del potere civile e cuore della vita sociale della città.

A forma di L, si trova nella parte centrale della Firenze medievale, a sud della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

In passato ha assunto diversi nomi, come piazza dei Priori o piazza del Granduca.

Col tempo venne costruito il Palazzo della Signoria, così la piazza divenne il centro della vita politica cittadina, la Loggia della Signoria, per le cerimonie pubbliche, e il Tribunale della Mercanzia, istituto atto a dirimere le controversie di tipo civile e commerciale.

Sede del potere civile, la piazza era anche sede delle pubbliche esecuzioni, di cui la più famosa è quella del 23 maggio 1498, quando Girolamo Savonarola fu impiccato e bruciato per eresia (una targa sulla piazza, di fronte alla Fontana del Nettuno, ricorda questo evento) nello stesso luogo in cui, con i suoi discepoli, aveva operato il cosiddetto Falò delle Vanità, dando alle fiamme molti libri, poesie, tavoli da gioco, vestiti, ecc.

13 Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio si trova in piazza della Signoria a Firenze ed è la sede del Comune. Rappresenta la migliore sintesi dell'architettura civile trecentesca cittadina ed è uno dei palazzi civici più conosciuti nel mondo.

Chiamato in origine "Palazzo dei Priori", divenne nel XV secolo "Palazzo della Signoria", dal nome dell'organismo principale della Repubblica di Firenze.

Nel 1540 divenne Palazzo Ducale, quando il duca Cosimo I de' Medici ne fece la sua residenza, ed infine il nome Vecchio lo assunse dopo il 1565 quando la corte del Duca Cosimo si spostò nel "nuovo" Palazzo Pitti.

Dal 1865 al 1871 fu sede del Parlamento del Regno d'Italia, mentre oggi ospita il Sindaco di Firenze e vari uffici comunali.

Vi si trova inoltre un museo, che permette di visitare le magnifiche sale dove lavorarono, fra gli altri, Agnolo Bronzino, Ghirlandaio, Giorgio Vasari, e dove sono esposte opere di Michelangelo Buonarroti, Donatello, Verrocchio.

L'edificio si è gradualmente ingrandito verso est, arrivando ad occupare un isolato intero e allungando l'iniziale parallelepipedo trecentesco fino a quadruplicarne le dimensioni, con una pianta che ricorda un trapezio del quale la facciata è solo il lato più corto.

Sulla facciata principale a bugnato ( blocchi di pietra a file sfalzate), la Torre di Arnolfo è uno degli emblemi della città.

Chi osserva attentamente l'orologio posto sulla facciata della Torre di Arnolfo, si accorge che possiede una sola lancetta: questo significa che le mezz'ore ed i quarti d’ ora vanno capiti interpretando l'esatta posizione dell’ unica lancetta sul quadrante tra un’ ora e l’ altra.

Le curiosità non sono però finite: sul cucuzzolo della Torre di Arnolfo svetta la banderuola che reca effigiato un leone rampante, simbolo del potere di Firenze: dall’ animale raffigurato sulla banderuola è derivato un celebre proverbio fiorentino che recita “quando il leone piscia in Arno, è acqua”, a significare che, quando la banderuola è rivolta verso l’ Arno, si prevede che verrà a piovere.

La banderuola oggi presente sulla sommità della torre di Arnolfo non è quella originale; quest’ ultima è infatti conservata di fronte al Salone dei Cinquecento, sostituita da una copia in vetroresina.

Percorrendo piazza della Signoria, alle spalle del gruppo marmoreo di Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, a destra dell’ingresso di Palazzo Vecchio quasi sull'angolo dell'edificio di origine medievale, si può osservare, nascosto e "mimetizzato" sulla parte esterna delle pietre che formano la muratura, una specie di incisione, più precisamente un profilo di testa d’uomo.

La leggenda narra che Michelangelo, quando passava da questa piazza, incontrava spesso una persona che lo costringeva a sostare ed ascoltare le sue parole o meglio le sue chiacchiere.

Un giorno Michelangelo stava passando vicino a Palazzo Vecchio quando incontrò ancora questa persona e mentre l'uomo parlava, Michelangelo avendo con se scalpello e mazzuolo, tenendo le mani dietro la schiena si accostò alla muratura del palazzo, e mentre fingeva di ascoltare l'uomo, incise su di essa il profilo di una faccia; non è però certo se fosse la sua o quella del suo interlocutore.

Questo singolare e divertente aneddoto potrebbe essere solamente una leggenda, di certo c'è che la figura sul muro di Palazzo Vecchio esiste davvero ed i fiorentini, da secoli, la chiamano "Importuno".

14 Palazzo Pitti

Palazzo Pitti è stata la residenza del Granducato di Toscana, già abitata dai Medici, dagli Asburgo-Lorena e, dopo l'Unità d'Italia, dai Savoia.

Si trova in piazza dei Pitti al numero civico 1, nella zona di Oltrarno.

Al suo interno è ospitato un complesso museale composto da gallerie e musei di diversa natura: la Galleria Palatina (la galleria d'arte conserva capolavori di Raffaello, Tiziano, ecc.) sistemata secondo il criterio della quadreria settecentesca, gli Appartamenti Reali, l'Appartamento della Duchessa d'Aosta e il Quartiere del Principe di Napoli (ordinariamente non visitabili dai turisti), la Galleria d'arte moderna (con le opere dei macchiaioli) e altri musei specializzati: il Tesoro dei Granduchi, dedicato all'arte applicata, il Museo della moda e del costume, il maggiore museo italiano dedicato alla moda, il Museo delle porcellane e il Museo delle carrozze.

L'intero complesso museale di Palazzo Pitti comprende anche il Giardino di Boboli

I giardini monumentali di Boboli sono uno dei migliori esempi nel mondo di giardino all'italiana.

Secondo la leggenda (e quanto riportato da Vasari) il palazzo potrebbe essere opera di Filippo Brunelleschi.

Una teoria insinua, inoltre, che Pitti avesse usato per la sua monumentale proprietà un progetto in origine realizzato dal famoso architetto per palazzo Medici e cestinato dall'odiato Cosimo il Vecchio perché ritenuto troppo sfarzoso.

Sarà vero? Difficile dirlo.

Si sa solo che l’architetto incaricato ufficialmente dell’impresa fu Luca Fancelli, secondo alcuni allievo di Brunelleschi.

Come molti altri palazzi fiorentini, Pitti presenta un impianto esterno formato da pietre più grandi alla base che, man mano che salgono verso i piani superiori diventano sempre più piccole e raffinate.

Nella parte dove il bugnato è più grezzo, cioè quella inferiore, precisamente sulla sinistra del portone centrale (guardando la facciata), si possono notare due pietre sbozzate con opposte caratteristiche, una molto lunga e una cortissima.

Secondo quanto narra la leggenda esse furono poste una accanto all'altra probabilmente su indicazione di Luca Pitti, che, simbolicamente e con non poca arroganza, identificava se stesso nella pietra più grande ed i suoi avversari in quella più piccola.

15 Di inestimabile valori sono i lasciti artistici, letterari e scientifici di alcuni geni del passato, come: Petrarca, Boccaccio, Brunelleschi, Michelangelo, Giotto, Cimabue, Botticelli,Leonardo Da Vinci, Lorenzo De’ Medici, Machiavelli, Galileo Galilei, Dante Alighieri


16 Il Duomo di Firenze è uno dei luoghi con la più alta concentrazione di opere d’arte al mondo


17 Tra i ponti che la attraversano, Ponte Vecchio è unico al mondo


18 È circondata dalle splendide colline argillose di Cercina


19 È circondata dalle splendide colline di Fiesole, Settignano, Arcetri, di Poggio Imperiale, di Bellosguardo


20 È stata la prima ad emergere a livello mondiale da un punto di vista meteorologico, grazie infatti alla stazione meteorologica di Firenze "Monastero degli Angeli" che tra il 1654 e il 1670 effettuava osservazioni meteorologiche e registrazione di dati termometrici per la rete meteorologica granducale

21 L’inverno a Firenze è moderatamente freddo


22 Oltre a quelli sopracitati, Firenze vanta altri musei, che sarebbero l’attrazione principale di ogni altra città del mondo.


Ed eccoci giunti alla fine della seconda parte dei nostri 121 motivi per cui vale la pena venire a visitare Firenze durante l'anno e soprattutto a Capodanno.


Rimanete aggiornati sul nostro sito e sui nostri social per scoprire gli altri motivi.



5 visualizzazioni
RESTA IN CONTATTO CON NOI
  • Facebook
  • Instagram

+39 334 8374528

© 2019 by ilmiocapondannoafirenze.it 

Per la fotografia in alto in Home Page, si ringrazia Fulvio Bogani.