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  • Niccolo Larturo

La Bistecca Fiorentina

Aggiornato il: mag 21

Secondo la tradizione, la nascita di questa specialità si deve alla famiglia de’ Medici,

che governarono Firenze tra il XV e XVII secolo e che, in occasione dei tradizionali

festeggiamenti del 10 agosto in onore a San Lorenzo, usavano offrire al popolo

fiorentino quarti di bue che venivano arrostiti nelle maggiori piazze della città.

La data ricorda il martirio del santo Aragonese martirizzato a Roma: la leggenda narra

che Lorenzo fu condannato ad essere arso e che il popolo, ad un certo punto,

avrebbe udito le seguenti parole rivolte ai carnefici: “E adesso giratemi dall’altra

parte perché da questa son già cotto”.


La cottura


La cottura, rigorosamente al sangue, avviene su una griglia posta su carboni ardenti:

guai a chiederne una ben cotta!

Nel celebre libro culinario di Pellegrino Artusi, in merito alla cottura e preparazione

della bistecca, possiamo trovare il seguente metodo tradizionale:


“…mettetela in gratella a fuoco ardente di carbone, così naturale come viene dalla

bestia o tutt’al più lavandola e asciugandola: rivoltatela più volte, conditela con sale

e pepe quando è cotta e mandatela in tavola. Non deve essere troppo cotta perché

il suo bello è che, tagliandola, getti abbondante sugo nel piatto…”


Non resta che asciugare l’acquolina in bocca, placare lo spirito e andare verso la

prima osteria per poter addentare una succulenta Fiorentina.


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Per la fotografia in alto in Home Page, si ringrazia Fulvio Bogani.